venerdì, 31 ottobre 2008
Mi sono sempre scagliata contro l'importazione delle festività, in particolare della merceologicissima Halloween.
Ma, in generale, vale la regola che quando una cosa ne porta un'altra molto buona, allora anche la prima diviene ben accetta.

Oggi questo blog chiude, anzi, si trasferisce ad un nuovo indirizzo:
www.larryezzi.blogspot.com

Non potevo salutarvi meglio: happy Halloween
www.brucespringsteen.net
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mercoledì, 22 ottobre 2008
No, oltre Milano non siamo arrivati, ma siamo lo stesso andati ad arrenderci in braccio alla musica.
Finalmente, a furia di citarlo a vanvera, posso scrivere di "quella volta che siamo andati a vedere Paolo Conte".
Siccome i chilometri richiesti erano pochi per i nostri paramentri, abbiamo deciso di rendere più avventuroso il viaggio optando per il treno, il quale, per la modica cifra di € 76 (sola andata) ci ha portato a Milano irrigiditi dal freddo e dalla prolungata immobilità, roba che Mannehim era le Maldive, in confronto.
In compenso, il treno da tempo per leggere. Basterebbe avere la sagacia di portarsi un libro leggibile anzichè una zeppa per un mobile instabile edita da Mondadori.
In effetti, la trasferta meneghina è andata talmente bene che non mi ha dato molto materiale per questo blog, eppure di cose ne abbiamo fatte:
- Passeggiata nel quartiere di Brera
- Sbirrozzo con El Puppo e il Navo
- Concertone di Paolo Conte [con annesso tentato acquisto dei biglietti per Capossela, poi scoraggiato dalla scoperta del fatto che i soli biglietti rimasti fossero in piccionaia]
- Sushi [eh, lo so, anche io ho i miei lati oscuri]
- Mostra su Von Karajan [un figo, uno che guidava la Porsche, fumava Marlboro e aveva sposato una stragnocca]
- Itinerario manzoniano col TCI [Sandrino, con tutto l'affetto, decisamente meno figo]
Nessun episodio grottesco, però.

Quasi quasi non valeva la pena partire
postato da: RedHeadedLarry alle ore 16:04 | Permalink | commenti
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giovedì, 16 ottobre 2008
L'indomani si apre all'insegna di una colazione parca e modesta.
Ho saputo anche di ospiti dell'albergo che si sono lamentati del fatto che non ci fosse alcun buffet, ma si tratta di coloro che sono scesi dopo che io me ne ero già andata...

Con la scusa che si deve riposare, lasciamo il mio capo a piedi e Zzi e io ci rechiamo a San Marino; la giornata non è delle migliori, è decisamente bigia, per dirla con Fosco Maraini, ma il borgo merita la visita.
Si noti che, essendo la giornata nazionale [di San Marino? Europea? Regionale? Mondiale? Chi si ricorda?] della cultura, si entra GRATIS a visitare le rocche. Dopo una serie di foto di rara banalità, decidiamo che quello che abbiamo risparmiato con la cultura merita di essere sperperato nel superfluo, e ci dirigiamo al centro commerciale.

Qui, l'Inappetente ordina un frappè al caffè e caramello con panna montata e cioccolata. Mi aggiro fra le vetrine dilaniata dal mal di testa, senza neanche potermi lamentare perchè, alla minima smorfia, il Grillo Parlante sussurra "la panna".
Ad ogni modo, gli outlet sanmarinesi non valgono il viaggio, sono poco convenienti e deserti [io odio la folla, anzi, forse odio proprio l'Umanità, ma un negozio senza neanche la cassiera è troppo pure per me].

Rientrati a Rimini, avendo fallito nella ricerca del mio capo, decidiamo di consolarci con alcune e un [orrendo] negroni.
Non appena veniamo serviti, dietro le mie spalle Zzi avvista il mio capo.

Ci parliamo da un bar all'altro, ma siccome non sento una mazza e non voglio urlare in mezzo alla strada, inizia una pantomima in cui:
io mi alzo, le vado a parlare, torno da Zzi, gli dico "finiamo e andiamo con loro", mi rialzo, ritorno a parlare, le dico che nel nostro bar il negroni fa schifo, ma fanno da mangiare, allora lei mi sussurra che si spostano loro, torno al mio posto, consumo, riferisco a Zzi, che li guarda perplesso, mi giro, vedo che hanno una nuova consumazione davanti, mi rialzo, chiedo spiegazioni, e così avanti per diversi minuti.
Finchè non si fa tardi e dobbiamo andare a prepararci.

Impieghiamo qualche istante più del solito a prepararci, il mio capo e io, e sforiamo di una ventina di minuti la tabella di marcia suggerita da Zzi.
Chissenefrega, che vuoi che cambi.

Per pudore, più che per convinzione, il mio capo e io percorriamo il molo praticamente di corsa, lasciando indietro i maschietti carichi di cartoni, per presentarci al locale in ritardo, sì, ma nei limiti dell'accettabile.

Mentre camminiamo e parliamo, colpisce la mia attenzione il sosia di Vinicio Capossela.
Identico.
Non potete immaginare quanto: era Capossela sputato; forse un po' più magro e più alto, ma di pochissimo. Lo stesso viso e la stessa espressione, e doveva esserne ben consapevole, perchè vestiva come Capossela e portava la barba allo stesso modo.
Io lo guardo.
Lui mi guarda.
Lo guardo ancora con la faccia di quella che pensa "Belin, sei tutto Capossela".
Lui mi guarda con la faccia di quello che pensa "Hai visto come sembro Capossela?"
Lo guardo, vorrei girarmi e urlare a Zzi che c'è il sosia di Capossela, ma il sosia sentirebbe e farei una figuraccia.
Lui mi guarda ancora, sa che mi sono accorta che è il sosia di Capossela, vuole vedere se dico qualcosa.
Io lo guardo, so che i ha visto le carte, ma non cedo.
E lo guardo
Lui mi guarda.
Smettiamo di guardarci quando io sono praticamente dentro il locale.
Il mio capo e io salutiamo quelli che abbiamo conosciuto la sera precedente, ma la musica è alta e capto solo schegge di conversazione [come al mio solito, del resto].
- "(...) visto? (.....) poco fa (...) uscito adesso"
- "Comeee?"
- "Dico, lo avete visto? Ha suonato fino a poco fa, è uscito adesso"
- "CHI?"
-
"Vinicio Capossela"
postato da: RedHeadedLarry alle ore 07:39 | Permalink | commenti
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domenica, 05 ottobre 2008
L'appuntamento è per venerdì 26 alle 12  a casa mia, per un pranzo veloce e poter partire per tempo.

Siccome non esiste andare ai Glory Days con i capelli nonrossi, mi imbarco a fare la tinta anche se sono quasi le 11 [è tardi ma possiamo farcela se corriamo]. La tinta non viene rossa neanche un po', il che incrementa il mio tasso di isteria, già sulla soglia critica per via del ritardo.

Passiamo a prendere il mio capo al distributore di benzina in cima a Gretta, il mio piano è nutrirci per la strada, ma lei contropropone di mangiare a Mestre tutti insieme, quando avremo raggiunto il suo fidanzato. Mi pare fattibile, Mestre non è poi così lontana, anche se oramai sono le 13.

Va beh, il capo è lei, si parte!

La fame ci attanaglia le viscere, abbiamo bisogno di un minimo di energie per affrontare il viaggio. Alla prima sosta, il mio organizzatissimo capo, mi manda in missione nella sua valigia a prendere un alimento per viaggiatori altamente specializzato: patatine al gusto arachidi. Solo una settimana prima io avevo scioccamente osservato "Che bisogno c'è delle patatine che sanno di arachidi? Non si possono mangiare le arachidi? Oppure le arachidi E le patatine?". Ora, dopo tanti chilometri macinati a digiuno, comprendo la necessità di incorporare un alimento dentro l'altro, affinchè le due prelibatezze siano prontamente disponibili al palato. Zzi finisce di fare il piano e lasciamo Sezana.

[per quelli che non hanno riso alla gag sulle distanze]

cartatrieste
Il viaggio procede bene e arriviamo a Mestre senza grossi intoppi; qui il fidanzato del mio capo ci accoglie con svariate fette di pizza, che io divoro senza un minimo di ritegno, attaccandomi poi al collo della Heineken come un camionista polacco dopo tre giorni di digiuno.

Arriviamo a Rimini con un leggero anticipo sulla tabella di marcia, così decidiamo di mostrare la località al mio capo e al suo fidanzato.

Ribadisco: non è che non riuscivamo a trovare l'albergo, abbiamo voluto indugiare per le vie del centro affinchè i passeggeri potessero familiarizzare con il luogo.

Saliamo in camera e ci diamo appuntamento per scendere nella hall.

Mi presento all'appuntamento, ma il mio capo non è pronto.

Allora vado a cambiarmi.

Il mio capo bussa, ma io non sono pronta.

Allora va a cambiarsi.

Poi finalmente io sono pronta, ma mi tocca aspettarla.

In qualche modo i nostri rispettivi ci tirano fuori da questa spirale di ritardi a catena e ci spediscono in auto. Il meteo è infame, fa freddo, pioviggina e tira bora a centoventi. Io sono vestita da pupazzo promozionale della MerryGoRound, in total look viola, spezzato solamente da un po' di nero, per riprendere i colori delle nuove t-shirt. In pratica: una suora Ravasco coi camperos.

Il molo che conduce al locale è uno spettacolo: onde che arrivano da entrambe le parti, flutti che saltano oltre i parapetti, acqua che arriva da ogni direzione. Il Rockisland sembra Mont San Michelle, e noi quattro battiamo il record dei 400 a ostacoli per arrivare dentro asciutti, o almeno non stonfi.

Abbiamo proprio bisogno di una piadina per riprenderci dalle intemperie affrontate. E di una birra fresca, ovvio. Ma che grande questa birra, ci vorrebbe un cartoccetto di patatine calde. Accidenti, che poche le patatine nel cartoccetto, ce ne vorrebbe un altro.

Quando arriva Semprini e ci alziamo per salutarlo e ringraziarlo dell'ospitalità, il mio biglietto da visita sono le mani unte, il grembo pieno di briciole e del ketchup sulla guancia destra.

Lo so perchè, dopo che ci siamo baciati, c'era del ketchup anche sulla guancia destra di Semprini. Adesso anche lui sa come ci è finito, se mai avesse dubitato.

La serata è un successo, i musicisti sono coinvolgenti e strepitosi, un po' beoni e un poco artisti, compagnoni e nati tristi, il pubblico è entusiasta, io traggo somma soddisfazione anche dal mio capo, che conosce un sacco di canzoni di Bruce: era una fan, e non lo sapeva.

Insomma, come sempre in queste occasioni, la serata finisce troppo presto e non vediamo l'ora che sia domani sera.
postato da: RedHeadedLarry alle ore 14:05 | Permalink | commenti
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mercoledì, 01 ottobre 2008
A questo punto è necessario spiegare che da qualche tempo collaboro con un'associazione Onlus che si occupa di assistenza a bambini in condizioni disagiate e a malati affetti da parologie rare.

E' una realtà piccola che tira avanti con le energie e le risorse dei fondatori e dei soci; non fa moltissimo, paragonata a strutture più ampie, ma fa già qualcosa, e vedere che i propri sforzi giovano a qualcuno è una soddisfazione comunque.

Se qualcuno è curioso e ci vuole aiutare, questo è il sito:



www.merrygoround.it



Non ne ho parlato fin'ora per mancanza di occasioni e per timore di ricoprire l'associazione con la patina di inaffidabilità che lascio dietro di me come una lumaca cialtrona, ma ora il momento è propizio erchè larryezzi hanno fatto la prima trasferta con l'associazione.

Siamo saliti sulla giostra e siamo scesi a....
postato da: RedHeadedLarry alle ore 10:22 | Permalink | commenti
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