lunedì, 26 maggio 2008
"Grab your tickets and your suitcase", dicevo, citando Bruce, poco prima di partire, esaltatissima dall'avventura dublinese già pronta a sfidare la malasorte per Bruce, pronta a gettarmi nel fuoco per lui e a scontrarmi con contrattempi da aeroporto, inconvenienti da ostello, code interminabili, acquazzoni irlandesi e fans italiani, che avrebbero messo a dura prova la mia resistenza in cambio di materiale per il blog a mazzi.

Invece no, il solo intoppo è che è filato tutto talmente liscio che non ho praticamente nulla da raccontare per riderci su.

Ad esempio, il volo della partenza avrebbe potuto essere funestato dalla mia psicosi, ma il fortuito incontro con Holly me lo ha fatto trascorrere nel totochicca più sfrenato.

L'ostello poteva essere scomodo o sporco, invece no; il  tempo poteva essere brutto, invece il sole splendeva; il cibo poteva essere sgradevole, invece c'erano schifezze di tutti i tipi nelle quali sguazzare; potevamo non incontrare gli amici, invece siamo riusciti a vedere tutti  (c'era più gente che conoscevamo a Dublino in questo fine settimana, che a Trieste); potevamo annoiarci con loro, invece ci siamo divertiti da matti.

Insomma il weekend perfetto, se non si considerano i concerti.

Già, perchè anche i concerti sono stati eccezionali.

Venerdì sera Bruce è entusiasta di essere lì e ce lo dimostra lasciandosi molto andare, e regalandoci perle come Trapped, che peraltro Holly e io avevamo chiamato (certo, le abbiamo chiamate tutte, facile, direte voi). La scaletta è da antologia e mi manda via con la sensazione di aver assistito al concerto più bello.

Domenica sera assistiamo allo show perfetto.

Praticamente tutto quello che il fan-medio (se esiste un fan medio) può desiderare di vedere dal vivo almeno una volta nella vita è stato suonato ieri sera, con un trasporto e un'energia che è limitativo descrivere. Se siete abbastanza fan da aver letto la scaletta, sapete cosa vi siete persi, e io non rigirerò il coltello nella piaga. Se non lo siete, è inutile cercare di farvi capire, ma diciamo che abbiamo vissuto l'equivalente musicale, dal punto di vista emotivo, di "Italia-Germania ,4-3".

Dunque, dove sta il problema?

Che c'è che non va in tutto questo?

C'è che oramai abbiamo visto quanto di meglio potessimo desiderare, abbiamo ricevuto più di quello che avremmo osato chiedere.

Dopo questo ultimo, perfetto, definitivo e irripetibile  "Live in Dublin", tutto il resto sembrerà solo uno show "Du Belin"

dublino 050

PS: Anche se amo solo Springsteen e ne sono certa più che mai dopo questo weekend, volevo dire a Tom Waits che non creda di essere in salvo, io non dimentico quello che ha significato e Il 17 Luglio ci sarò. Non è il primo che cerca di sbarazzarsi di me, e non sarà il primo a riuscirci!
postato da: RedHeadedLarry alle ore 17:41 | Permalink | commenti
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lunedì, 26 maggio 2008
"Grab your tickets and your suitcase", dicevo, citando Bruce, poco prima di partire, esaltatissima dall'avventura dublinese già pronta a sfidare la malasorte per Bruce, pronta a gettarmi nel fuoco per lui e a scontrarmi con contrattempi da aeroporto, inconvenienti da ostello, code interminabili, acquazzoni irlandesi e fans italiani, che avrebbero messo a dura prova la mia resistenza in cambio di materiale per il blog a mazzi.

Invece no, il solo intoppo è che è filato tutto talmente liscio che non ho praticamente nulla da raccontare per riderci su.

Ad esempio, il volo della partenza avrebbe potuto essere funestato dalla mia psicosi, ma il fortuito incontro con Holly me lo ha fatto trascorrere nel totochicca più sfrenato.

L'ostello poteva essere scomodo o sporco, invece no; il  tempo poteva essere brutto, invece il sole splendeva; il cibo poteva essere sgradevole, invece c'erano schifezze di tutti i tipi nelle quali sguazzare; potevamo non incontrare gli amici, invece siamo riusciti a vedere tutti  (c'era più gente che conoscevamo a Dublino in questo fine settimana, che a Trieste); potevamo annoiarci con loro, invece ci siamo divertiti da matti.

Insomma il weekend perfetto, se non si considerano i concerti.

Già, perchè anche i concerti sono stati eccezionali.

Venerdì sera Bruce è entusiasta di essere lì e ce lo dimostra lasciandosi molto andare, e regalandoci perle come Trapped, che peraltro Holly e io avevamo chiamato (certo, le abbiamo chiamate tutte, facile, direte voi). La scaletta è da antologia e mi manda via con la sensazione di aver assistito al concerto più bello.

Domenica sera assistiamo allo show perfetto.

Praticamente tutto quello che il fan-medio (se esiste un fan medio) può desiderare di vedere dal vivo almeno una volta nella vita è stato suonato ieri sera, con un trasporto e un'energia che è limitativo descrivere. Se siete abbastanza fan da aver letto la scaletta, sapete cosa vi siete persi, e io non rigirerò il coltello nella piaga. Se non lo siete, è inutile cercare di farvi capire, ma diciamo che abbiamo vissuto l'equivalente musicale, dal punto di vista emotivo, di "Italia-Germania ,4-3".

Dunque, dove sta il problema?

Che c'è che non va in tutto questo?

C'è che oramai abbiamo visto quanto di meglio potessimo desiderare, abbiamo ricevuto più di quello che avremmo osato chiedere.

Dopo questo ultimo, perfetto, definitivo e irripetibile  "Live in Dublin", tutto il resto sembrerà solo uno show "Du Belin"

dublino 050PS: anche se amo solo Springsteen e di nuovo ho occhi solo per lui a seguito dei recenti, sconvolgenti accadimenti, volevo dire a Tom Waits che non dimentico cosa ha significato per me, e che non pensi che verrà lasciato in pace. Il 17 Luglio io ci sarò.
postato da: RedHeadedLarry alle ore 17:36 | Permalink | commenti
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giovedì, 22 maggio 2008
Una volta dissi  alla mia amica Nini che sono campionessa mondiale di "Dedizione ostinata a uomini che mi ignorano".

MI riferivo alla mia tormentata relazione con Springsteen, anche se Wally confermerebbe che in passato ciò è stato vero per qualche altro figuro.

Ora,  anche se ho trovato l'Amore e ho creduto di essere oramai immune dalla frustrazione del rifiuto, il Fato è ineluttabile e io non posso sfuggire al mio destino.

Da mesi vivo una bruciante infatuazione, è evidentissimo, ma anche questo nuovo oggetto delle mie brame mi rifugge.

Nini dice che è perchè ogni gallo vuole essere l'unico del pollaio, egli sa che il mio cuore e la mia anima apparterranno in fondo sempre ad un altro, anche se magari, adesso, gli rivolgo più attenzione.

Egli mi disprezza, credo proprio per questa mia doppiezza, non ha alcuna considerazione per e di me, gioca a farsi desiderare per la mera gratificazione del suo ego, ma non è la mia presenza che vuole....al massimo la tollera per convenienza, ma fa di tutto per scansarla il più possibile.



TOM

TOM WAITS, LO SO CHE LO SAI CHE AMO BRUCE

LO SO CHE QUESTA MIO CONDURRE UN DOPPIO MENAGE E' SPREGEVOLE E CHE MI DISPREZZI PER QUESTO

LO SO CHE FORSE NON TI CAPISCO VERAMENTE FINO IN FONDO, E CHE LA FASCINAZIONE CHE SUBISCO NON E' SUFFICIENTE A RENDERMI DEGNA DI GODERE DELLA TUA PRESENZA

Però, pure tu....pensa al denaro che guadagnerai con i soldi dei nostri biglietti, pensa al vantaggio economico che ti porto, sopporta la mia presenza nel tuo stesso edificio grazie a questo pensiero.

E adesso illudimi, dimmi che è un caso, dimmi che è uno sbaglio, dimmi che non lo hai fatto per rendermi impossibile esserci, dimmi che non lo stai facendo per evitarmi

PERCHE' HAI SCELTO DATE PER IL TOUR EUROPEO INCONCILIABILI CON QUELLE DI BRUCE?

PERCHE' INIZI A VENDERE I BIGLIETTI MENTRE IO SONO CON BRUCE? LO FAI APPOSTA?

SEI CRUDELE! 

TI ODIO
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giovedì, 22 maggio 2008
E' spiacevole, ma capita: talvolta Larry e Zzi fanno vite disgiunte.

Quando non vivo da metà di Zzi, faccio parte del gruppo di intervistatori della SWG.


Detta così, ci si immagina una squadra preparata e determinata, che fa il suo ingresso da una porta in controluce, con incedere sicuro e il volto concentrato.

Detta così, sembriamo gli astronauti di Armageddon.

In realtà, sarebbero vacche grasse se somigliassimo vagamente agli Spaventatori di Monster&Co.

Siamo un manipolo di smandrappati, per lo più casalinghe, disoccupati, universitari e fancazzisti, ai quali è stato fatto un corso di formazione che consisteva nella distribuzione delle istruzioni sull'uso dei pc  e una dimostrazione pratica, seguita da prova in cuffia.

Ovverosia: "Ciò, mula: qua se impiza, qua se studa, qua xe le domande: ciolte la cùfia e ràngite"

Per contratto non posso divulgare il contenuto dell'intervista, nè tantomeno le risposte che vengono date alle domande, tuttavia credo si possa dire che cosa rispondono gli Italiani alla domanda di esordio di tutti i sondaggi, ossia come reagiscono quando gli si chiede di partecipare all'intervista.

Ecco una breve antologia

- "C'ho persone, per l'appunto"  - Per l'appunto, che? T'ho chiesto se hai invitati in casa? T'ho detto che si parla di convivialità? No, t'ho chiesto se vuoi partecipare ad un sondaggio, da dove viene "per l'appunto"?

- "No, questa è un'attività, pure" - E allora? Gli esercenti non hanno opinioni? E poi "pure" perchè? Oltre a cosa?

- "No, sono orfana, non ho voglia di parlare" - Sacrosanto, comprendo, è una tragedia, ma  hai 70 anni, è abbastanza normale che tu sia orfana

- "No, mi dispiace non sono all'occorrente" - ....

- "Da dove ha detto che chiama" - "Trieste" - "Eh no, qua siamo in Sicilia, siamo Africani, ha sbagliato numero" click - Ora, io sarò razzista, ma pure loro non scherzano

- "Ma va' da' via 'l cul" - Proprio così, in milanese, secco. Non ci potevo credere, non ho mai pensato a questa frase come a una cosa che si dice veramente, l'ho sempre vissuta come una battuta da film. Magari ho telefonato a Boldi!

 

Anche gli intervistatori hanno la loro parte.

A parte impapinarsi, scadere nella propria inflessione dialettale in maniera direttamente proporzionale al numero di interviste lette e uscirsene con frasi come "Ho bisogno di un uomo", riferendosi chiaramente al campione da intervistare, ma dando adito ai più atroci doppi sensi, la cosa peggiore che può fare un intervistatore è distrarsi.

Se non stai addosso all'intervistato è la fine, capace che ti racconta la sua vita, e di solito ha ottantasette anni, vissuti intensamente. Il clou credo di averlo raggiunto io quando ho telefonato a un signore napoletano che è partito col pistolotto sui Borbone e Garibaldi e i danni che l'Unità d'Italia ha arrecato al sud. Io gli avevo chiesto un si o un no.

Altri cavalli di battaglia dell'intervistato medio sono Berlusconi, i rom e i politici, dei quali è impossibile fidarsi. Rimane stabile la guerra del '45, in leggera discesa quella in Iraq, in vetta alla classifica, come sempre, l'Euro.



Un'altra esperienza che vivo nella mia dimensione brada sono i corsi di lingue.

A Croato non vado mai, a Tedesco sono assurta a clown della classe; nel senso che mi lamento delle mie disgrazie, accuso dolori al ginocchio, soffro di malinconia e mal di testa, penso a chi chiamare per chiedere soldi, tengo il cognac in frigo e sento gli odori al telefono (Questa l'abbiamo capita io, Kiky e Giuggi, ma quanto ci è piaciuta!).

A fine corso, come da che mondo è mondo usa fare, si va a mangiare la pizza.

Prenoto io.

Dove prenoto?

Dove vuoi

Ditemi voi

Qua vicino

Tipo?

O Lo scugnizzo o l'ex Giardini di Naxos o la Fabris

Odlicno

La settimana trascorre lieta, traduco, aspetto i biglietti, vengono la Emily e Quelloquelloquellolà, aspetto i biglietti, traduco, aspetto i biglietti, mi viene una crisi di nervi, aspetto i biglietti...solite cose.

Alle quindici del giorno della cena mi sovviene di prenotare, cerco sull'elenco i numeri delle pizzerie in nomination, ma non ne trovo alcuna. Decido allora di andare a prenotare di persona, optando per la più vicina.

Arrivate puntuali nel locale, veniamo subito guardate con triestino sospetto (e l'età media è altina, non eravamo una tavolata di liceali casinare) e gettiamo il personale nel panico  quando la nostra presenza rivela loro che no, non erano quelli di prima quelli che avevano prenotato a nome mio.

Tengo a sottolineare che ero stata nel locale cinque ore prima, avevo dato il mio rarissimo cognome e - guarda un po'- nel gruppo che ci ha fregato il tavolo non c'era la mia sosia. Eppure sono riusciti a dar via il tavolo lo stesso.

Per fortuna il locale è deserto e ci sistemano subito. I camerieri sono quelli di Lilli e il Vagabondo, ma più rustici. Io decido di prenderla sul ridere e accettare il loro trattamento sgarbato come un complimento, si vede che sembriamo quattordicenni.

Ci sono pochi tavoli oltre al nostro, per lo più già serviti. Noi ordiniamo dieci pizze. Mentre le aspettiamo, essendo tutte femminucce, non posso dire che ci sia cresciuta la barba, ma abbiamo avuto tutto il tempo di farci la ceretta a vicenda, ricostruirci le unghie e ritoccare la ricrescita. Finalmente esce la prima infornata: quattro pizze.

I tre metri e mezzo tra il banco della pizza e il tavolo vengono percorsi almeno 5 volte dal cameriere, che torna sempre indietro perchè il pizzaiolo ha scordato di dirgli o di aggiungere qualcosa. Le pizze atterrano già fredde, io chiedo un'altra birra "con tutta calma" e mi preparo a incassare il vaffanculo, ma il cameriere non coglie l'ironia e mi serve con solerzia, deludendomi non poco. Trascorrono un altro paio di ere geologiche prima che tutte ci ritroviamo la pizza davanti, così quando arriva l'ultima pizza e ci accingiamo a mangiare, le prime pizze hanno leggermente perso fragranza, ma vanno benissimo per fare i bendaggi anticellulite. In tre sfidiamo la sorte e ordiniamo anche il dolce, più per ridere che per appetito (io più per appetito).

Andiamo via praticamente subito dopo il conto, perchè all'improvviso il personale va di fretta, spegne le luci e comincia a tirar su le sedie.

E certo, mica siamo qua a farci mangiare il belino dalle mosche!
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mercoledì, 14 maggio 2008
Dalla collezione di figure di merda di Larry:



La giornata era trascorsa piuttosto turbolenta dal punto di vista emotivo: ero stata dal dentista, il quale mi aveva fiaccato il corpo e lo spirito ravanando a piene mani in quel-che-resta-di-2.5 e torturandomi con quella specie di magnete che rivela se i denti sono vivi o morti facendo provare al malcapitato le pene dell'inferno:  si passa questo strumento del demonio sui denti: se il dente è morto si sente solo l'urto (non è piacevole, visto che nella fattispecie, anche se il dente era morto, la gengiva era infiammata e prendere il dente a martellate, curiosamente, non mi dava beneficio), se il dente - disgraziatamente - è vivo, si sente un dolore lancinante all'interno di esso, una specie di scossa elettrica al nervo, paragonabile, credo, solo a una medusa sul pisello.

Mi aveva poi anche dilaniato l'anima sentenziando che il dente era devitalizzato, ma non del tutto, e che bisognava fare una cura canalare per creare l'alloggio al perno che verrà inserito nell'osso della mascella per tener su il dente.

Io non so se ci tengo così tanto a questo dente, forse non ci tengo abbastanza per sottopormi a tutto questo; penso soprattutto all'aspetto economico della cosa: è già contronatura pagare per soffrire, figuriamoci che gioia pagare di più per soffrire di più. Quasi quasi lo lego col filo alla porta e me lo strappo via da sola, così nn ci penso più, non è poi così davanti, basterà non ridere.

Insomma, me ne andavo bel bella all'appuntamento con la Q-G, e poichè temevo (ingenua) di essere in ritardo, mi sono affrettata, provocando, com'è ovvio, un aumento dei battiti cardiaci e di conseguenza la piacevole sensazione di un pistone che stantuffa nella gengiva. Giunta sul luogo dell'appuntamento, mi accomodo sui gradini della chiesa e attendo, ma la Q-G proclama ritardo.

Ed è qui che mi crollano i nervi; perchè io sopporto poche cose, è vero, ma il mal di denti è la cosa che sopporto meno, ho avuto un trauma infantile quando avevo 19 anni (sono tarda, è tutto posticipato, nella mia vita) e ogni volta che mi pizzica un dente precipito in una spirale di terrore e disperazione. E inizio delicatamente a piangere.

Piano, dignitosamente, senza strepiti, ma inequivocabilmente a piangere. Un po' mi lascio andare perchè tanto non c'è nessuno, e almeno mi passa il groppo alla gola prima che arrivi Q-G.

Ma ecco che dal balcone della chiesa (e qui si capisce esattamente dove fossi,: quante diavolo sono al mondo le chiese con un balcone?) si affaccia un individuo che indossa una camicia grigio scuro, e che io identifico come il gestore del locale.



Presunto Prete: Signorina, tutto bene?

Larry: Eh? Cosa? Chi ha parlato?

PP: Si sente bene?

L: Si, si - Oddio, cioè no oddio, volevo dire, insomma, non molto, ma non è niente

PP: Vuole parlarne?

L: eh? No, guardi, la ringrazio, ho solo mal di denti, tanto mal di denti, non dormo da giorni (mussa colossale, ma mi sentivo idiota e ho aggravato la situazione). Mi sto solo sfogando...

PP: sicura? solo mal di denti?

L: (ecco uno che non ha mai avuto mal di denti in vita sua, altrimenti non direbbe "solo" mal di denti) ehm, sì, mi creda, è mal di denti e tanta stanchezza

PP: sicura?

L: (cazzo, lo saprò? se ce lo avessi tu 'sto mal di denti ti saresti già strafatto di incenso) Si, davvero, sono sicura, anzi, guardi, mi è già passato

PP: ah, bene, comunque, se vuole...[gesto che mi invita a entrare]

L: Ohi, padre Ralph, mollaci, ho dato l'otto per mille agli ebrei, casomai vado a farmi consolare da loro, visto che ho pagato

No, questo non gliel'ho detto, ho abbozzato un sorriso che - complice l'anestesia non del tutto esaurita -  deve avermi dato definitivamente l'aspetto della tossica e lo ha fatto scappare dentro.



E' bello essere Larry, succede sempre qualcosa si imprevisto, anche se sono sempre figure di merda...

Zzi ha detto che non mi lascerà mai più andare in giro da sola, neanche per andare in panificio.
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lunedì, 12 maggio 2008
Va bene che io sono campionessa mondiale di mugugno, che non mi va mai bene niente e che quando c'è qualcosa che andrebbe bene, trovo comunque qualcosa da criticare o qualche aspetto negativo.

Però è anche vero che non mi piace la gente che si lamenta e che si piange addosso, perciò cerco di farlo il meno possibile o, quantomeno, di non rendere il prossimo partecipe delle mie paturnie.

Poi, però, ne capitano talmente tante di seguito che almeno un momento di riflessione ci vuole.

Avrete intuito che ultimamente non navighiamo nell'oro; c'è chi sta peggio di noi, per rispetto dei quali non commenterò oltre la mia situazione patrimoniale, ma ultimamente accusiamo la mia lunga disoccupazione, di conseguenza diverse voci di spesa sono state eliminate, e non n vengono prese in considerazione di nuove.

Come a dire: queste sono le date del tour che si fanno, olo perchè i biglietti sono già stati comprati, non ti sognare di aggiungerne e non ti sognare di dormire in albergo.

Bene. Volevamo fare gli Stati Uniti, quest'anno, perchè crediamo che sia l'ultimo tour con (quel che resta de) la E Street, ma diamine!, non lamentiamoci, è meglio che niente.

Un paio di giorni fa, il mio amico Supernova mi rivela che pare che il prossimo Agosto sarà in concerto in Europa un altro artista che mi interesserebbe molto vedere.

Va da sè che non me lo meriterei, se a due mesi dalla tourneè lo vengo a sapere da Supernova senza essermi informata da sola, ma accidenti: un po' per uno in braccio alla mamma, un po' di culo anche io, ogni tanto!

Per questo altro artista (la cui identità rimane celata per ovvia psicosi da accaparramento biglietti) si profilano all'orizzonte chilometri e chilometri di viaggio ed esorbitanti esborsi.

E' straovvio che non ce lo possiamo permettere.

Allora, qual è il piano?

Non c'è il piano, improvvisiamo, smettiamo di spendere, blocchiamo l'economia nazionale, smettiamo di mangiare e di respiarare, non consumiamo niente,  iberniamoci nella grafite fino ad Agosto e poi si vedrà. Una volta un mio amico mi ha detto che anche se non paghi le bollette non ti tagliano subito subito la luce, passa almeno un mese. Speriamo che non mi stesse prendendo in giro anche quela volta lì.

Che c'entra tutto questo con una gita in Croazia?

Perchè mai, con queste premesse, bisognerebe andare a fare una gita in Croazia?

Perchè il genio del male qui scrivente ha avuto la bella pensata di farsi cadere mezzo dente, e adesso tocca correre dal dentista. Ho provato a togliermi da sola l'altro mezzo, ma è perfettamente radicato. Anche la radice della parte spezzata è rimasta dentro, quindi ora mi ritrovo con mezzo 2.5, una voragine a orologeria, la prospettiva di un'incisione per rimuovere la radice rimasta dentro, e la certezza di una spesa insostenibile.

Ho l'appuntamento domani alle due e mezza; beh, non sono molte 30 ore di digiuno. Guardiamo il lato positivo

Tutto risparmio
postato da: RedHeadedLarry alle ore 07:41 | Permalink | commenti
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mercoledì, 07 maggio 2008
La vita di una coppia di sposi non è fatta solo di viaggi, specie da quando la metà pesante pesa anche sul bilancio familiare..

Va ora in onda una nuova puntata della sitcom "Casa Honeymooners"

Nelle puntate precedenti:

Dopo aver forgiato il mio carattere a mezzo di pesanti improperi come chitarrista, il Maestro Obi Wan Puppobi  mi riconosce qualità culinarie,e mi fregia del titolo di Regina della Frolla, incoronandomi con un diadema di burro.

Con il petto gonfio d'orgoglio (e giusto d'orgoglio lo posso gonfiare, perchè il silicone devo venderne, di Olio 31!) mi dedico al forno con tutta me stessa, ma una pecca rimane nella mia produzione:

La Pizza

Non importa quanto attentamente io mi dedichi a farla [my best was never good enough] sempre faccio del mio meglio e sempre una chiavica produco.

E sempre la produrrò.

L'episodio di oggi si intitola "Cose che capitano solo a noi"

Larry è al pc che chatta su msn, ascolta la musica, tormenta la Vigje, disegna magliette, scrive sul blog...insomma, le solite cose che si fanno mentre si cerca lavoro. Da tempo, per tamponare l'emorragia del conto in banca, si dedica a diverse attività, come dare ripetizioni, fare la consulente Just e dare lezioni di cucina. Vuoi perchè non sono molte le persone che hanno bisogno di farsi insegnare a cucinare, vuoi perchè quelle poche trovano qualcuno che mostra loro come si fa senza volere denaro in cambio, vuoi perchè c'è la crisi e uno non va certo a prendere lezioni da una sciamannata che ha come unica referenza la stazza di una baleniera e l'opinione del chitarrista-più-polemico-del-mondo, quest'ultima attività, proprio, non riesce a decollare.



A un tratto, riceve una mail di Zzi che le dice che ha trovato un cliente per le lezioni di cucina.

Ottimo!

E' un collega, anzi, un superiore, Zzi si è accordato per un rimborso spese.

Va bene.

E' uno dei superiori di Taiwan, ci sarà il problema dell'Inglese-incomprensibile, ma ci penserà Zzi a fare da interprete.

Si

Viene a vedere come si fa la pizza

Merda!



Larry e Zzi passano il fine settimana (tranne la domenica mattina delle B: Bonjovi&Bicicletta, in cui la seconda è la punizione per la prima) a fare prove su prove di impasti di pizza, esperimenti e tentativi incrociando infinite variabili fra cui:

- lievito : istantaneo, secco, di birra, sciolto in acqua tiepida, sciolto lentamente, sciolto bruscamente, tenuto al caldo, tenuto in braccio, coccolato come un neonato

- acqua: temperatura, provenienza rubinetto, provenienza bottiglia, marca, sali minerali e gas disciolti alla sorgente

- forno: temperatura, livello della placca, distribuzione del calore, ventilato, non ventilato, alimentazione ("è elettrico, ma possiamo tenerlo spento e metterci a bruciare le cassette della frutta")

- farina (marca, provenienza, stoccaggio, umidità relativa, sacchettificio che ha prodotto l'imballo, età e segno zodiacale della cassiera del supermercato in cui è stata comprata)



Alla fine, in preda alla disperazione più totale (e avendo già incassato  e speso il rimborso spese), Larry compie il gesto estremo

Sa che non c'è più nulla da fare, è inutile agonizzare oltre, mettiamo fine a questa farsa e affrontiamo la realtà.

"Pronto, ciao, sì, bene, sì....senti un po', com'è esattamente che la fai, te, la pizza, MAMMA?"

Senza mancare di sottolineare con il consueto disprezzo che il soggetto della frase è la seconda persona singolare, quindi "tu" e non "te", complemento oggetto,  e che il complemento oggetto è già espresso da "la pizza" e quindi il pronome "la" è del tutto pleonastico, e che non serve esprimersi sempre con subordinate oggettive, quando  il concetto emerge nella sola principale "come prepari la pizza (tu), mamma?", Madredilarry rovescia parte del suo sapere nella figlia (ma il segreto per fare una buona pizza lo tiene per sè), esprime qualche altra critica non necessaria e sparisce dalla scena.

Provata dalla conversazione, ma rinfrancata dal constatare che sta facendo tutto secondo la Procedura, Larry è pronta per affrontare la serata.



L'appuntamento è a casa larryezzi alle 18,30. Larry e Zzi, si fanno coraggio con una dose di Zampolli e volano a casa ad approntare la cucina. Ci sarà anche un altro collega di Zzi, la giovane vittima designata di ogni iniziativa dell'uno. I Cinesi ci hanno copiato anche Fantozzi e Filini.

Alle 18,50 Phi-Lin telefona perchè nonostante la spiegazione, la piantina, la descrizione e la foto del palazzo si è perso, ma adesso sta posteggiando e arrivano. Alle 19,10 millanta di essere sotto casa, ma di non trovare il portone.

Zzi si mette le scarpe, scende in strada e li trova dietro l'angolo, che vanno su e giù come due pacman impazziti, per la strada sbagliata, in cerca del civico 1, a chilometri dalla macchina, posteggiata in una delle strade più in salita della città e relativamente lontano dalla meta.

Non sono ancora entrati che iniziano con gli inchini, poi cercano di togliersi le scarpe, mi distraggo un attimo  e Phi-Lin si fionda nella MIA cucina, si tira sule maniche e mi tocca tutti i giocattoli. Se resisto all'impulso di infornarlo adesso, è fatta.

Fan-to-shi è tanto bravo, se ne sta da una parte, fa i complimenti per la casa e si tiene le manine dietro la schiena. Si capisce perfino quello che dice.



Il problema della comunicazione, in effetti, è dato dal fatto che avendo a lungo risieduto in Italia, conoscono diverse espressioni della nostra lingua; siccome il barbaro invasore pensa che io sia scema (e abbia le cosce grosse, ma questa è un'altra storia, ed è vero) cerca di farmi comprendere quello che dice utilizzando il maggior numero di vocaboli italiani che può.

Ma belin: ti parlo in Inglese? Capisci quello che dico? Ha un senso logico? Rispondimi - lentamente - in Inglese. Chiamalo "yeast", perchè se mi dici "ìzt" posso fare uno sforzo e capire che è "yeast", ma se mi dici "l' iha- i- soh" non me lo posso sognare che è "lievito". Ho acceso l'interruttore dell' Inglese, già la luce è fioca, vienimi incontro,  non giochicchiare con il pulsante "switch on/switch off", se no si fulmina la lampadina!



Non sapendo che cacchio dire, decido di mettere in fila una sequela di ovvietà, sperando che la convinzione nell'esporle sopperisca alla loro carenza di pregnanza - al liceo ha sempre funzionato.

Larry (traduzione dall'Inglese): la salsa di pomodoro non deve essere versata sulla pizza direttamente dalla bottiglia

Phi-Lin:
....

Fan-to-shi (libera traduzione dal Cinese di Taiwan)
: Ah! Ecco perchè la tua pizza fa schifo. Mona!

Larry
: la mettete in un pentolino con un cucchiaio d'olio, un cucchiaino di sale, una punta di zucchero e la lasciate andare qualche minuto.

Phi-Lin:
Sale? Bisogna metterci il sale?

Larry
(Belin, ma ti stupisci del sale e non dello zucchero? ma sei sciroccato veramente, allora stupisciti del pomodoro, già che ci sei) -  Strange, but true, neh?



Sono due le procedure che bisogna mostrare al barbaro invasore, una che richiede un'ora di lievitazione, l'altra che ne prevede due e mezza.

Durante queste attese apprendo che a Fan-to-shi non piace la pizza. Non che non gli piaccia quella che prepara Phi-Lin e che gli infligge settimanalmente. Proprio non gli piace la pizza, l'ha provata anche in pizzeria e non gli va.

Che buona idea ha avuto Phi-Lin a portarselo dietro anche questa sera anzichè lasciarlo tranquillo a casa, chissà com'era contento quando ha saputo che si andava a mangiar la pizza.

Ad ogni modo, pur non capendo il Cinese, dall'intonazione e dagli sguardi giurerei che ogni volta che Fan-to-shi si rivolge a Phi-Lin nella loro lingua, ricopra dei peggiori insulti lui e la sua stirpe tutta.



Tra un'infornata e l'altra passano interminabili minuti, che impieghiamo in conversazioni di cui io comprendo si e no, impegnandomi al massimo, il 70% e per il resto annuisco inebetita.

Sventuratamente ciò fa credere al barbaro invasore che io comprenda senza difficoltà, egli acquista fiducia e smette di parlare piano. La mia comprensione precipita al sette per cento, ma continuo ad annuire inebetita; il culmine viene raggiunto con la descrizione del sistema previdenziale di Singapore, di cui segue lo schema esplicativo:







singapore 003







Mi è tutt'ora oscuro perchè parlassimo di Singapore.



Allo scoccare della mezzanotte, il barbaro invasore e la sua vittima portatile fanno su le loro cose (tra cui mezza pizza) e fuggono via, dopo aver mangiato:

- Pizza preparata con la pasta che Phi-Lin si è portato da casa (o dall'ufficio, pare che impastasse alla scrivania, ma non ho avuto il coraggio di approfondire, e non ho voluto prestare attenzione alle graffette sotto denti)

- Pizza preparata secondo il metodo di Madredilarry

- Pizza preparata secondo il metodo della ricetta che Phi-Lin voleva che gli mostrassi

- Focaccia di Recco



La Focaccia di Recco merita una menzione a parte, perchè è stata preparata sotto nostro espresso desiderio, sia perchè a Zzi viene benissimo (io non muovo un dito), sia perchè volevamo offrire al povero Fan-to-shi un'alternativa che speravamo preferisse, avendo egli orgogliosamente declinato ogni offerta di altri alimenti.

Fan-to-shi ha molto apprezzato il tentativo, ma ha trovato la Fokat-scia talmente salata da non riuscire a finirla. Invece a Phi-Lin sembra che la Po-ka-chew sia piaciuta molto e non vorrei essere Fan-to-shi la prossima volta che Phi-Lin decide di fargli assaggiare i suoi esperimenti gastronomici



Va detto che la pizza migliore mangiata è stata, ovviamente, quella che Phi Lin si è portato da casa, perchè la pizza di Larry è una chiavica, e sempre lo sarà
postato da: RedHeadedLarry alle ore 14:02 | Permalink | commenti (3)
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